I diversi tipi di carta per la stampa

Quali sono i tipi di carta più comuni per la stampa? La carta è carta, ma non tutte le tipologie di carta per stampanti sono uguali. Infatti scegliere quella più adatta può significare non solo una qualità di stampa migliore, ma anche minori costi, minori consumi e minor spreco.

Solitamente quando si ha bisogno di carta per stampanti o fotocopie si acquistano delle risme di carta, ovvero pacchi composti in genere da 500 fogli circa in formato A4 delle dimensioni di 210 × 297 mm (formato utilizzato di più negli uffici). Alcune stampanti e fotocopiatrici utilizzano anche il formato A3 che equivale a due fogli A4 affiancati sul lato più lungo.

Una delle principali caratteristiche della carta è la grammatura. Quest’ultima viene definita, tecnicamente, come il peso di un foglio di carta di un metro quadro di superficie, ovvero il rapporto tra il peso della carta e la sua superficie. Viene misurata in grammi per metro quadro (g/m2) oppure semplicemente in grammi (g) e differenzia, insieme ad altre caratteristiche, i vari tipi di carta esistenti in commercio.

Ad esempio, la carta per fotocopie (denominata anche “uso mano”) ha una grammatura che varia dai 60 ai 90 (g/m2), mentre il cartoncino ha una grammatura che parte dai 150 g/m2 e arriva fino ai 350 g/m2. A seconda della grammatura, il foglio di carta presenterà una certa consistenza al tatto e un determinato grado di trasparenza, che sarà maggiore nel caso si scelga una carta con grammatura inferiore. È necessario però distinguere la grammatura della carta dallo spessore del foglio. Infatti, dal momento in cui a una grammatura più alta corrisponde uno spessore maggiore, è anche vero che quest’ultimo può variare a seconda del tipo di lavorazione, la quantità di fibra di legno presente e l’aggiunta di sostanze particolari.

Tipologie di carta

Per effettuare una scelta tra i diversi tipi di carta è utile conoscere le principali lavorazioni e finiture disponibili sul mercato. I tipi di carta più comuni sono:

  • Carta uso mano: la più comune, la più economica, identificata come carta naturale, ovvero la carta che non ha subito trattamenti di patinatura. È di fatto la carta ideale per stampare molto testo e presenta una superficie morbida e porosa che assorbe facilmente l’inchiostro. E’ un tipo di carta che conferisce professionalità e stile ai testi, ideale per le pubblicazioni editoriali, brochure di prestigio, block notes.
  • Carta patinata: è un tipo di carta caratterizzata da una superficie levigata e lucida, ottenuta grazie all’uso di additivi chimici. Esistono carte patinate lucide e carte patinate opache, che differiscono in base ai gradi di lucido. La carta patinata conferisce allo stampato un aspetto molto più nitido con una resa di colore nettamente migliore. È ideale per libri con molte fotografie, dépliant, riviste e cataloghi. A differenza della carta uso mano l’inchiostro tende a rimanere in superficie dando vita ad immagini dai colori brillanti.
  • Carta riciclata: è prodotta con carta da macero riciclata, presente in una percentuale che varia dal 60% al 100%. Per essere veramente ecologica, però, la carta bianca riciclata deve subire un processo di sbiancamento senza l’utilizzo di sostanze chimiche inquinanti, oppure deve utilizzare fibre di cellulosa vergine provenienti da foreste certificate FSC.
  • Carte speciali: fanno parte di questa categoria tantissime varietà di carte e cartoncini che hanno subito delle lavorazioni, ossia patinature particolari, colorazione o laminazione.

C’è poi la luminosità, o punto di bianco, che distingue la bianchezza della carta che è importante per garantire la fedeltà del colore (i cui valori sono espressi in CIE). Le carte per stampe da ufficio in nero possono arrivare attorno ai 145 CIE (tendenze al grigio o al giallo), per stampe a colori meglio affidarsi a carte con CIE non inferiore a 165.

La qualità massima è quella della carta di tipo A (tipologia commerciale applicabile alla carta uso mano), con un punto di bianco molto elevato e adatta a stampanti laser, inkjet e fotocopiatrici. Si può dire che i risultati migliori di stampa si ottengono con questo tipo di carta.

La carta di tipo B, invece, è il giusto compromesso, adatta ad ogni tipologia di stampante inkjet o laser, per i fax, per le fotocopiatrici e per i dispositivi multifunzione e di norma assicura un buon rapporto qualità-prezzo.

Esiste infine la carta di tipo C, la più economica, buona per le stampe in bianco e nero o quando non è di importanza primaria la qualità di una presentazione formale.

Insomma, per scegliere tra i vari tipi di carta e le grammature disponibili sul mercato, è bene tenere a mente i seguenti fattori:

  • Il prodotto da stampare: per ogni categoria di prodotto esiste una grammatura consigliata;
  • La durata desiderata: per chi necessita di una stampa durevole, dovrebbe optare per una grammatura maggiore e una carta di alta qualità;
  • Il tipo di effetto che vorresti ottenere: sofisticato, naturale, originale e molto altro ancora! Ogni carta è in grado di trasmettere un messaggio diverso, è utile quindi sceglierla in base agli obiettivi prefissati.
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